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La riforma possibile della sanità da incubo

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La riforma possibile della sanità da incubo

La riforma possibile della sanità da incubo

Aziende uniche e Case della Salute, l’ex dirigente della Regione indica tre percorsi per far uscire la Calabria dal Commissariamento attraverso il rilancio dei servizi

Aziende uniche e Case della Salute, l’ex dirigente della Regione indica tre percorsi per far uscire la Calabria dal Commissariamento attraverso il rilancio dei servizi

Per cambiare la sanità calabrese c’è non bisogna aspettare l’uomo solo al comando. Occorre agire subito e Rubens Curia, ex dirigente della Regione Calabria, medico, traccia un canovaccio che ci poterebbe fuori dal commissariamento. Bisogna procedere con la rinegoziare il piano di rientro, tenendo presente delle distorsioni che ha creato. Occorre, in ospedaliere e sanitarie. Poi ci sono del modelli organizzativi da attuare che non costano nulla ma che possono dare risposte.
Rubens Curia, medico e autore del libro “Manuale per una Riforma della Sanità in Calabria” (Edizioni Città del Sole) è un convinto sostenitore della separazione tra attività ospedaliera e attività sanitaria territoriale. Propone la costruzione di tre aziende ospedaliere (Nord, Centro e Sud) che chiama ASO all’interno delle quali deve trovare allocazione anche la programmazione della spedalità privata accreditata. Poi specializzate le 3 ATS (aziende territoriali sanitarie) nei servizi territoriali e partire con la Case della Salute, previste da oltre 10 anni a mai partite. Curia bocca la proposta della giunta regionale che sta discutendo il consiglio regionale. “Prevedono solo aziende tra ospedali Hub e Spoke, e gli altri che fine fanno?, se è così meglio chiuderli”.
Il medico insiste sulla riorganizzazione dei quattro livelli di assistenza: Medicina Distrettuale, Medicina ospedaliera, Prevenzione e Emergenze-Urgenza Territoriale che si intrecciano tra di loro evitando che l’ospedale surroghi il territorio. Sulla medicina territoriale insiste molto Curia ricordando il progetto della Cure primarie finanziato con i fondi degli Obiettivi di Piano che hanno ridotto di molto gli accessi ai pronto soccorso. Progetto poi chiuso dai commissari inviati dal Governo e dallo scontro tra i medici di medicina generale (di famiglia). E le Case della Salute? “uno strumento a cui i nostri politici non hanno creduto e non compreso”.
Il lavoro contenuto nel libro è a disposizione del consiglio regionale e della società calabrese competente al fine di contribuire a una riforma della sanità calabrese “da fare subito, senza perdere altro tempo”.
L’incontro con Curia è a margine della presentazione del libro a Lamezia, presso la comunità Progetto Sud di don Giacomo Panizza.

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