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Treno Sibari-Bolzano, i numero dall’analisi di mercato

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Dallo studio di fattibilità all'avvio del servizio

Dallo studio di fattibilità all'avvio del servizio

Ecco come nasce il treno Sbari-Bolzano

Ecco come nasce il treno Sbari-Bolzano

Il collegamento diretto su ferro Sibari-Roma sembrava un’utopia dopo la prima bocciatura di Trenitalia, dal 16 settembre diventa invece una realtà. Un bacino di oltre 150 mila persone finalmente potrà godere di un servizio ferroviario con standard di qualità alternativo al trasporto interregionale su gomma, ed entro la fine dell’anno anche i cittadini dell’area urbana di Cosenza e della Valle del Crati potranno usufruire del servizio da una nuova stazione di Montalto Uffugo, eliminando i disagi dello spostamento a Paola.  

Rompere l’isolamento della costa jonica cosentina è stato l’impegno di molti politici regionali e nazionali, tante dichiarazioni ma zero concretezza. Questo collegamento, sperimentale per un anno, mette oggi in connessione un’area importante dal punto di vista economico e turistico con il resto del Paese.

L’idea  inizia a concretizzarsi con la delibera n°222/2017 attraverso la quale la Giunta Regionale ha dato mandato agli assessori Roberto Musmanno, con delega alle infrastrutture, e Francesco Russo, con delega al Piano Regionale dei Trasporti, di promuovere “ogni opportuna intesa istituzionale” con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, e con le Aziende ferroviarie potenzialmente interessate, per il potenziamento di servizi di connessione dallo Stretto alla Capitale in 4 ore utilizzando la direttrice tirrenica, velocizzando e potenziando i servizi già allora presenti di classe Freccia, nonché ottimizzando e rendendo più efficace il sistema di scambio intermodale e in particolare quello ferroviario, secondo un rapporto di fattibilità allegato alla stessa deliberazione. Il primo servizio attivato, superando le perplessità di Trenitalia, arriva con il collegamento Reggio Calabria – Roma che bypassa la stazione di Napoli Centrale e ferma nella stazione di Afragola  arrivando ad un coefficiente di riempimento del 90% già nell’area cosentina.   

Ad ottobre 2018 la Regione fa realizzare un’indagine di mercato per l’area della Sibarite per giungere ad una precisa richiesta a Trenitalia: portare i treni Freccia Argento nella Sibaritide, per poi estendere il servizio fino a Crotone quando sarà completata l’elettrificazione, sui cui la Regione ha investito 560 milioni di euro. La Sibaritide, un territorio a forte vocazione turistica e culturale, attualmente non è collegato il resto del Paese, con servizi diretti e su ferro.

L’analisi di mercato viene fatta sul campo nella settimana che va dall’11 al 17 ottobre 2018. Vengono verificate tutte le prenotazioni e utilizzazione sui treni in partenza da Paola per Roma e su tutti collegamenti diretti con autobus, quindi su gomma, (a mercato libero) in partenza dalla Sibaritide per Roma. Dall’indagine viene fuori che solo dalla Sibaritide si muovono oltre 500 persone, che diventano 700 il venerdì e la domenica. (in basso puoi scaricare lo studio di fattibilità)

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In quella settimana, a campione, vengono intervistati anche i passeggeri per capire se ci fosse una domanda insoddisfatta e i criteri di scelta del tipo di viaggio, compreso il costo del biglietto.

Dall’indagine emerge che almeno metà di quei passeggeri opterebbe per il treno se ci fosse il servizio, perché chi ha necessità di arrivare nella Capitale al mattino, è costretto a partire la sera prima o di notte con enormi disagi. Il treno raggiunge Roma in 4 ore e 30, mentre l’autobus in oltre 6 ore. In coincidenza con gli orari di partenza sono stati rimodulati i servizi su gomma per Corigliano-Rossano e si terrà conto anche del bacino del Pollino e Alto Jonio.

Dall’indagine emerge anche tutta l’utenza che dall’area urbana di Cosenza è costretta a spostarsi alla stazione di Paola in auto o con il treno regionale per salire sul Freccia Argento delle ore 8:26. Dati alla mano, secondo la Regione, ci sono i presupposti per attivare il servizio e viene formulata la richiesta a Trenitalia con una delibera di giunta del 6 novembre 2018. Dopo una prima risposta negativa da parte di Trenitalia “il servizio non copre i costi”, il 15 marzo, grazie all’interessamento determinante della senatrice del M5S del territorio Rosa Abbate, al ministero delle Infrastrutture, si tiene una nuova riunione dalla quale emerge che il servizio può essere attivato in via sperimentale, non con un nuovo treno, ma attraverso la rimodulazione di quelli esistenti e, quindi a costi più contenuti. Al quel punto la Regione apre un’interlocuzione con i due vettori operanti in Italia con il servizio ad Alta Velocità, Ntv (Italo) e Trenitalia (Freccia) e procede all’emanazione di un bando per affidare il servizio mettendo sul piatto 1,6 milioni di euro dalla misura “Mobilità Sostenibile” del Fondo di Sviluppo e Coesione.  

Al bando risponde Trenitalia che propone il proseguimento fino a Sibari del “Freccia Argento” che collega Roma con Bolzano. Per soddisfare la domanda dell’area urbana di Cosenza, Rfi si è impegnata a costruire una piattaforma per consentire la fermata del treno entro dicembre, in attesa di una nuova stazione a Sant’Antonello, nel Comune di Montalto Uffugo, prima della galleria di Santomarco che attraversa l’appennino e arriva a Paola. Ciò consentirà a tutta l’attuale utenza dell’Area Urbana, Presila e Valle del Crati di poter utilizzare il servizio a 15’ di auto ed evitare la traversata della Crocetta fino a Paola e soprattutto, salire sul treno verso le 6:45 poter arrivare a Roma per le 10.45, quindi 45 minuti prima dell’attuale servizio, e ripatire mezzora dopo l’attuale servizio.

Il servizio parte il 16 settembre con i seguenti orari:

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