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Pronto soccorso Annunziata, ecco perché scoppia

Un’indagine supportata dai dati di Agenas rileva gli errori di pianificazione e gestione con le conseguenze sul più grande punto di accesso alla sanità calabrese

Leggi anche:

Il bubbone dell’Asp di Reggio

La normativa antimafia sostituita con l’autocertificazione, i “rapporti malati” tra azienda e sindacati. Gli affari di una pletora di studi legali.

Così hanno depredato l’azienda di Reggio. Ecco il dossier dell’ex Dg Brancati, 34 pagine di denunce circostanziate del malaffare che imperava da anni. Non solo doppi pagamenti di fatture e stipendi erogati a condannati per anni. Diversi dipendenti che continuavano a percepire lo stipendio nonostante condanne definitive con l’interdizione dai pubblici uffici, tra questi anche il mandante dell’omicidio Fortugno; 

Lo scontro in Senato tra l’ex commissario e il presidente Oliverio

Asp di Reggio, quando Scura disse: "l’ospedale è in queste condizioni perché è a Locri, fosse in Lombardia sarebbe stato efficiente"

Forse non serve un Consiglio dei Ministri, come annunciato dal premier Giuseppe Conte, per risolvere i problemi dell’Asp di Reggio Calabria. Occorre, invece, che la magistratura agisca celermente nei confronti di chi ha saccheggiato le casse dell’azienda; che qualcuno ingaggi persone volonterose, da inserire nei ruoli apicali, per gestire il debito pregresso, tracciando uno spartiacque tra passato e futuro.

Asp Reggio, Brancati nominato dg e lasciato solo

Il cronoprogramma presentato al Governo e non attuato per mancanza di risorse umane

L’Asp di Reggio negli anni ha rappresentato il “buco nero” della sanità calabrese, difficoltà che possono essere riassunte in tre aspetti fondamentali: il continuo succedersi di commissari straordinari, in evidente situazione precaria, senza obiettivi di medio periodo da raggiungere; una carenza delle competenze tecnico specialistiche della dirigenza del settore; una situazione ambientale oggettivamente difficile. E’ noto che le ex Asl di Locri e Reggio sono state commissariate per infiltrazioni mafiose e l’integrazione le tre ex Asl di Reggio, Locri e Palmi, soprattutto della gestione operativa non è ancora avvenuta.

Asp Reggio, le Iene e le carogne. Da decenni tutti sanno e nessuno interviene

Se è vero che le “Iene” si nutrono si di animali vivi, nel caso dell’ospedale di Locri si sono cibate di “carogne” come quei personaggi che consapevolmente e colpevolmente hanno fatto finta di non sapere. Non solo degrado ma tanto malaffare.

L’ospedale di Locri, così come la ex Asl, rappresenta l’avamposto della cattiva gestione, della cattiva politica e della zona grigia della sanità calabrese.

Una situazione drammatica, come vedremo ben nota a tutti i livelli, dove lo Stato ha fallito.

Zaia punta l’indice sugli amministratori Calabresi. Abbiamo verificato ecco cosa abbiamo scoperto

Comuni in dissesto, evasione oltre il 60%. Ecco perché i Comuni calabresi rischiano il fallimento.

Cura della tiroide, il primato calabrese è dei privati

Villa del Sole a Cosenza la struttura con la più alta casistica, oltre trecento casi trattati nel 2018. Intervista al prof Piero Berti, dal 2011 in Calabria dopo aver curato migliaia di calabresi a Pisa

Le prove dello sfascio della sanità calabrese

I mandanti e gli autori del saccheggio dei servizi erogati ai cittadini

Decreto sanità, l’ultimo schiaffo a una regione morente

Contrapporre una riforma di sistema alle misure straordinarie del Consiglio dei Ministri.

Sanità nel caos, la gaffe del ministro Grillo

A Repubblica dice “Oliverio ha usato male i poteri straordinari” ma il presidente non ha mai avuto poteri, i commissari li ha nominati il governo

La riforma possibile della sanità da incubo

Aziende uniche e Case della Salute, l’ex dirigente della Regione indica tre percorsi per far uscire la Calabria dal Commissariamento attraverso il rilancio dei servizi

La sanità delle clientele e il fallimento del Piano

Il Presidente dell’Ordine dei Medici di Cosenza, Eugenio Corcioni, analizza le difficoltà della sanità calabrese e bacchetta la cattiva politica.
“Calabresi obbligati a curarsi fuori. Fare concorsi con obiettivi trasparenti e non per assumere gli amici degli amici”.

Sanità morta per assenza di riforme

Rubens Curia, ex dg della Regione, boccia l’azione dei Commissari “accanimento terapeutico” e invita la politica ad un’azione decisa per riorganizzare la gestione delle aziende sanitarie e ospedaliere.

La “fiera della salute” che impoverisce la nostra terra

Ecco come la Calabria sta finanziando le strutture sanitarie private del Nord

In dieci anni di piani di rientro, 2,5 miliardi di euro finiti nelle casse delle Regioni del Centro Nord. Pochi controlli e studi medici funzionali all’emigrazione sanitari.

Ospedali unici, la politica si divide e i medici plaudono

Il presidente dell’Ordine dei Medici avverte: attenzione alla malapolitica.

Il parere di ex manager, medici e chirurghi sulla riforma che spacca il consiglio regionale.

Politica divisa sulla riforma (giusta) degli ospedali.

Sbagliato accorpare per ridurre i costi della politica. Sì all’integrazione delle funzioni.

Già 4 anni fa un esperto indicò questa strada e bocciò la riforma Adamo-Chieffallo del 2007. Ripropongo una mia intervista con il prof Cuccurullo

L’INTERVISTA. L’exploit dell’equipe del chirurgo Sebastiano Vaccarisi diventato centro di riferimento regionale.

Cura per pancreas, fegato e vie biliari, all’Annunziata la chirurgia oncologica continua a crescere.
Interventi multidisciplinari tra chirurgia generale, urologia e ginecologia.

Oltre 2000 interventi ginecologici e il primato per le patologie oncologiche

Ecco come il chirurgo, Michele Morelli, ha cambiato il volto della ginecologia dell’ospedale di Cosenza diventata in pochi anni una struttura con standard nazionali.

Il requiem del ministro Grillo risparmia l’Annunziata

Maggiori posti letto, un pronto soccorso più grande con annesse sale operatorie. Reparti potenziati e l’allargamento dell’offerta dei servizi.
I piani dg Achille Gentile per il più grande ospedale della Calabria.

Sanità, cronistoria di un disastro annunciato

Tagli lineari al personale, scarsi investimenti. Il fallimento di un piano di rientro nato sbagliato.

Le condizioni che portarono la Calabria a stipulare l’accordo per il piano di rientro erano di natura finanziaria e sanitaria.

Ogni giorno in Calabria vengono diagnosticati 30 nuovi casi di tumori.

Nel 2016 le procedure chirurgiche per patologie tumorai sono state 5339, il 42,5%, 2273 effettuate instrutture fuori regione.

Le patologie oncologiche, in Calabria, interessano una donna su 3 e la neoplasia più comune è il cancro al seno seguita dai tumori ginecologici.

Nascono meno bambini, punti nascita a rischio chiusura

Il dramma dell’emigrazione dei giovani si abbatte anche sull’ organizzazione dei servizi sanitari e se fino a qualche decennio fa era possibile nascere in strutture vicino casa, in futuro sarà sempre più difficile.

Lea tutti ne parlano, pochi li conoscono. Ecco perché la Calabria è inadempiente

Una guida dettagliata per comprendere cosa sono e come vengono calcolati i “Livelli essenziali di assistenza” e le ragioni che pongono la Calabria all’ultimo posto tra le regioni italiane.

La scheda: I Lea questi sconosciuti.

Il mantenimento nell’erogazione dei LEA, avviene attraverso l’utilizzo di un definito set di indicatori (33 nel 2017) ripartiti tra l’attività di assistenza negli ambienti di vita e di lavoro, l’assistenza distrettuale e l’assistenza ospedaliera, raccolti in una griglia (cd. Griglia LEA) che consente di conoscere e cogliere nell’insieme le diversità ed il disomogeneo livello di erogazione dei livelli di assistenza.

Lea: nel dettaglio ecco su cosa viene fatta la valutazione.

1 Prevenzione

1.1 Copertura vaccinale nei bambini a 24 mesi per ciclo base (3 dosi) (polio, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Hib) Principale indicatore di verifica delle attività di prevenzione per le malattie infettive sulla popolazione.

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